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Massimiano indignato e irritato rimproverò il prefetto dell’impero della città, Massimo, e fece spogliare delle insegne militari Zenone e lo sottopose ad atroci tormenti. non contento lo rinchiuse addirittura in prigione in compagnia successivamente del suo servo Zena. Dopo diversi giorni furono visitati dal prefetto militare Bogo, il quale cercava di convincerli ad onorare gli dei pagani, ma tutto risultò vano; allora li fece sospendere ad un legno con ai piedi sassi pesanti, e ordinò di accendere sotto il loro piedi del fuoco, mentre venivano percorsi con verghe. Zenone e Zena offrirono tutti questi supplizi e i loro corpi ai carnefici nel nome di Cristo, fin quando Massimiano li fece decapitare il 23 giugno del 304, nel pontificato di San Marcellino. I loro corpi furono raccolti e nascosti da alcune vergini e, cessata la persecuzione, trasportati nella loro patria per essere sepolti in un luogo più degno; durante il trasporto molti fatti meravigliosi accaddero facendo propagare in tutto l’oriente bizantino il culto verso i santi Martiri.
 
 
 
 
 

 

 

 

 

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