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L'iconografia PDF Stampa E-mail
Per quanto riguarda l’iconografia di San Zenone, Biancavilla possiede una statuetta bizantina in argento di 3,7 centimetri portata dagli albanesi fondatori della città; in seguito, nel 1590, venne realizzata da un artista anonimo catanese un pregevole simulacro ligneo, che raffigura il Santo con abiti spagnoleggianti sul modello della statuetta d’argento conservata nel reliquario, e con in mano il Vangelo e la palma. La statua è stata oggetto nel 2002 di un restauro che ha ridato originaria bellezza al simulacro e che è stato eseguito dal laboratorio d’arte del maestro catanese Antonino Vaccaielli, presentato il 10 febbraio dell’anno successivo. Di certo questa statua rappresenta il simulacro più antico che Biancavilla possiede, custodito durante l’anno in una nicchia con dipinti e iscrizioni a fresco, ricavata nelle massicce pareti perimetrali di destra della cappella di San Placido, un tempo celata da una tela raffigurante sempre San Zenone del 1726 opera del pittore Giuseppe Tamo da Brescia. il dipinto, restaurato nel 2005-2006, è posto nella navata di destra della Basilica e raffigura San Zenone tra i Santi Francesco d’Assisi e Filippo Neri, al centro, la Vergine Maria dell’Elemosina (in un ovale) sostenuta da due angeli; sullo sfondo si può notare un paesaggio con l’Etna e Biancavilla degli inizi del ‘700. Sempre opera del Tamo era un affresco, ormai cancellato dal tempo, che si trovava nella lunetta sopra il portone d’entrata del convento del chiostro dei frati minori di Biancavilla, tra la Madonna e San Placido. In pessimo stato un altro affresco conservato nella chiesa della Mercede dove San Zenone è insieme a San Placido.
 
Di bottega siciliana, della fine del XVII secolo, lo strumento della pace, ovvero l’immagine in argento che nelle occasioni solenni veniva offerta al bacio dei fedeli. Sulla lamina è inciso il nome di “D. Pietro Matia Pugliesi” committente del manufatto; si nota all’interno una figura di donna reggente un ostensorio Eucaristico e con ai lati i Santi Zenone (con abiti principeschi con la spada posata ai suoi piedi) e, a braccia conserte, San Placido in abito benedettino. Uno dei sacri bronzi all’interno della cella campanaria del campanile della Basilica, del diametro di 93 centimetri, sul prospetto di piazza Roma, reca una raffigurazione del Santo rappresentato in abiti sontuosi; venne fusa nel 1694 ad “Opus Biaeronimi Marotta”, come si evince dall’epigrafe in rilievo nei bordi del bronzo. All’inizio del 1900 l’architetto milanese Carlo Sada, sul cornicione del campanile della Basilica, mise tra gli altri simulacri anche una statua in pietra calcarea di San Zenone a grandezza umana opera di Salvatore Grimaldi. Un secolo dopo, in occasione del Grande Giubileo del 2000, in uno dei pannelli in bronzo delle porte laterali del prospetto principale della Basilica, veniva rappresentato l’emblema del Santo, accanto a quello di San Placido. Le formelle progettate e elaborate da Giuseppe Santangelo venivano modellate e realizzate da Nino Distefano e inaugurate dall’Arcivescovo di Catania, Monsignor Luigi Bommarito. Di San Zenone esiste a Biancavilla anche una via che collega le vie Sicilia ed Etnea, mentre una via, ad est della città nella zona "Casina", dedicata ad un personaggio tra i maggiori pittori dell’ottocento siciliano, il biancavillese Zenone Lavagna nato il 14 febbraio del 1863 e morto a Palermo il 21 gennaio del 1902 a soli 39 anni. Di Lavagna esiste una tela a Belpasso, all’interno della chiesa Madre, utilizzata per il periodo quaresimale per nascondere l’Altare maggiore. E adesso una curiosità non esiste il nome Zenone al femminile; a Biancavilla in epoca recente un uomo, porta il nome di Zenone, il signor Alfredo Zenone Tomasello. San Zenone un martire che, a distanza di secoli, con il suo esempio non ha rinnegato cristo fino all’estremo sacrificio della morte. un eroe per le nuove generazioni che cercano modelli da imitare.
 

 

 

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