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Tertullo riconoscente dell'educazione del figlio, dona all'Abate Benedetto alcuni possedimenti in Sicilia. Per volere dell'Abate, Placido va in Sicilia, per governare e mettere ordine nelle proprietà e fonda a Messina un monastero dedicato a San Giovanni Battista. Qui oltre alle attività spirituali e fisiche, il monastero era sede di ricovero per i viandanti, assistenza per i poveri e fonte di lavoro per i contadini e gli artigiani del luogo. In seguito alla fama delle attività, si trasferiscono anche i fratelli dell’Abate Placido; ma il 5 ottobre del 541, una banda di sanguinari barbari predoni, giungono con le loro navi via mare e saccheggiarono e compiono stragi. Secondo la tradizione, Mamuca, capo dei predoni, incatenò Placido e suoi fratelli Eutichio, Vittorino e la sorella Flavia perchè non rinnegarono la loro fede in Cristo. Il feroce Mamuca irato fa tagliare e strappare la lingua a Placido e gli decapita la testa, e uccide i suoi fratelli e altri 30 monaci. ma durante una tempesta in mare le navi furono distrutti dalle onde. A Messina, dopo lavori di ristrutturazione della chiesa del priorato vengono rinvenuti il 4 agosto 1588 i corpi dei Santi Martiri disposti come descritto dalle cronache del confratello Gordiano, primo biografo di San Placido. attualmente le sue spoglie mortali si trovano nella chiesa "San Giovanni di Malta".

 

 

 

 

 

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