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Le raffigurazioni artistiche tributate a San Placido, nel corso della storia della città di Biancavilla, sono senza dubbio l’espressione e la rappresentazione della testimonianza d’amore nei confronti del Santo benedettino, nei secoli sino ai nostri giorni. Iniziamo il nostro percorso storico-artistico all’interno della Basilica Collegiata “Santa Maria dell’Elemosina” cuore della cristianità biancavillese.

Nella navata di sinistra è possibile ammirare una cappella interamente affrescata da Giuseppe Tamo da Brescia dove l’artista nel XVIII secolo sulla lunetta d’ingresso ha voluto collocare il martirio di San Placido avvenuto secondo la tradizione a Messina.

Nella volta la splendida apoteosi di San Placido e compagni martiri con l’incoronazione della Vergine Maria. Da notare le tre figure della Santissima Trinità (Dio Padre, il Cristo con la Croce e lo Spirito Santo sottoforma di colomba). Sempre opera di Tamo da Brescia nella cimasa dell’altare l’affresco di San Placido tra due angeli che recano rispettivamente la mitra e il pastorale. Mentre il Santo reca in mano la lingua estirpata durante il martirio.
 
Opera del sacerdote biancavillese Placido Portal a cavallo tra seicento e settecento è il simulacro ligneo di San Placido dipinto adornato con pastorale, libro e palma in argento sbalzato e cesellato. Compresa la base misura un metro e 90 per 71 centimetri, posto durante l’anno all’interno di una nicchia dell’altare centrale della cappella.
Di bottega siciliana è attribuito a San Placido un bassorilievo marmoreo variopinto del XVIII secolo posto in un altare di destra. Spostiamoci adesso nella chiesa Santa Maria della Mercede, dove lo stesso Giuseppe Tamo in un affresco volle ritrarre i santi Placido e Zenone martiri in un particolare della volta all’ingresso di destra.
Un ulteriore affresco ormai cancellato dal tempo si trovava nella lunetta sopra il portone d’entrata del convento del chiostro dei frati minori, tra la Madonna dell’Elemosina e San Zenone. Nel 1909 l’artista Salvatore Grimaldi scolpiva una statua di San Placido in pietra calcarea alto un metro e 80 centimetri nel prospetto principale della Basilica Collegiata. Di bottega siciliana, della fine del XVII secolo, inoltre, lo strumento della pace, ovvero l’immagine in argento che nelle occasioni solenni veniva offerta al bacio dei fedeli. Sulla lamina è inciso il nome di “D. Pietro Matia Pugliesi” committente del manufatto; si nota una figura di donna reggente un ostensorio Eucaristico e con ai lati i Santi Zenone (con abiti principeschi con la spada posata ai suoi piedi) e, a braccia conserte, Placido in abito benedettino. In occasione del grande giubileo del 2000 furono inaugurate dall’allora Arcivescovo di Catania monsignor Luigi Bommarito, le porte laterali della chiesa Madre dove venne posto in uno dei pannelli in bronzo l’emblema del Santo accanto a quello di San Zenone.
Edicola votiva dedicata al Santo fino al secolo scorso era solo quella che attualmente sussiste nel palazzo Bruno di via Vittorio Emanuele all’altezza del civico 250, posta sul lato sinistro mentre al centro si può notare l’icona di Santa Maria dell’Elemosina opera di un anonimo in olio su zinco.
L’11 aprile 2010 a conclusione dei festeggiamenti del terzo centenario del patrocinio (1709-2009) venne svelata e benedetta un’edicola votiva, dedicata a San Placido. La cerimonia al termine della celebrazione Eucaristica serale, officiata dal Prevosto della Collegiata padre Agrippino Salerno. L’opera, in pietra lavica ceramicata, originariamente ideata e disegnata dai biancavillesi Antonio Alessandro e Giuseppina Zappalà venne realizzata poi in un laboratorio d’arte di Paternò. Posto sul prospetto esterno della chiesa Madre che insiste su piazza Roma raffigura San Placido con sullo sfondo l’abitato e scorci di Biancavilla, un albero d’ulivo, fichi d’india e l’Etna innevato con il classico pennacchio e un rivolo di lava.
L’altarino che la accoglie è stato realizzato grazie ad offerte di cittadini ed operatori economici locali. Ai piedi dell’edicola è stata posta un epigrafe che recita “ad perpetuam rei memoriam”: “a perenne ricordo dell’avvenimento” per l’appunto per le generazioni future. Per quanto riguarda la toponomastica a Biancavilla esiste una via dedicata a san Placido (l’antica via Seminario) dove si trovano l’opera Cenacolo “Cristo Re”, il monastero “Santa Chiara”, il piccolo seminario Arcivescovile “Sacro Cuore” fino a giungere alla vecchia sede del presidio ospedaliero “Maria Addolorata”.
San Placido, un Santo che a distanza di secoli, ancor oggi resta un valido esempio da invocare quale intermediario tra gli uomini e Dio.
 

 

 

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