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03
Feb
2024
Commento alla Strenna 2024 PDF Stampa E-mail

È stato il salone dell’istituto “Maria Ausiliatrice” ad ospitare l’incontro sul tradizionale commento alla Strenna del Rettor Maggiore dei Salesiani. Tema di quest’anno "Il sogno che fa sognare: un cuore che trasforma i lupi in agnelli". A commentare la Strenna ai presenti, il salesiano biancavillese don Alfredo Michele Calderoni, catechista e Consigliere della Scuola Media dell’istituto “S. Francesco di Sales” del quartiere Cibali a Catania, vice-preside di settore, docente di geografia e di italiano al primo anno del liceo e assistente spirituale dell’oratorio “S. Filippo Neri”. San Giovanni Bosco all’età di 9 anni fece un sogno, che gli rimase profondamente impresso nella mente per tutta la vita. Nel sonno mi parve – scriveva il Santo sacerdote - di essere vicino a casa in un cortile assai spazioso, dove stava raccolta una moltitudine di fanciulli, che si trastullavano. Alcuni ridevano, altri giuocavano, non pochi bestemmiavano. All’udire quelle bestemmie mi sono subito lanciato in mezzo di loro adoperando pugni e parole per farli tacere. In quel momento apparve un uomo venerando in virile età nobilmente vestito. Un manto bianco gli copriva tutta la persona; ma la sua faccia era così luminosa, che io non poteva rimirarlo. Egli mi chiamò per nome e mi ordinò di pormi alla testa di quei fanciulli aggiungendo queste parole: - Non colle percosse ma colla mansuetudine e colla carità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Mettiti adunque immediatamente a fare loro un’istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù. Confuso e spaventato soggiunsi che io era un povero ed ignorante fanciullo incapace di parlare di religione a quei giovanetti. In quel momento quei ragazzi cessando dalle risse, dagli schiamazzi e dalle bestemmie, si raccolsero tutti intorno a colui, che parlava. Quasi senza sapere che mi dicessi, - Chi siete voi, soggiunsi, che mi comandate cosa impossibile? - Appunto perché tali cose ti sembrano impossibili, devi renderle possibili coll’ubbidienza e coll’acquisto della scienza. - Dove, con quali mezzi potrò acquistare la scienza? -  Io ti darò la maestra sotto alla cui disciplina puoi diventare sapiente, e senza cui ogni sapienza diviene stoltezza. - Ma chi siete voi, che parlate in questo modo? - Io sono il figlio di colei, che tua madre ti ammaestrò di salutar tre volte al giorno. - Mia madre mi dice di non associarmi con quelli che non conosco, senza suo permesso; perciò ditemi il vostro nome. - Il mio nome chiedilo a mia Madre. In quel momento vidi accanto di lui una donna di maestoso aspetto, vestita di un manto, che risplendeva da tutte parti, come se ogni punto di quello fosse una fulgidissima stella. Scorgendomi ancor più confuso nelle mie domande e risposte, mi accennò di avvicinarmi a Lei, che presomi con bontà per mano, e guarda, mi disse. Guardando mi accorsi che quei fanciulli erano tutti fuggiti, ed in loro vece vidi una moltitudine di capretti, di cani, di gatti, orsi e di parecchi altri animali.

 

 

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