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Chiesa Sant'Antonio di Padova PDF Stampa E-mail
La chiesa di Sant’Antonio è ubicata lungo la via Inessa, nel centro storico.
 
Il prospetto
L’edificio sacro presenta una facciata neoclassica tutta in pietra bianca. Essa è suddivisa in due ordini da un fregio con triglifi poggiante su due pilastri angolari. Nel primo ordine vi è il portale d’ingresso sormontato da una finestra, congiunti da un timpano a scaletta sul quale risalta un bel cherubino. Il secondo ordine invece è caratterizzato dalla cella campanaria, un piccolo campanile contenente la statua di Sant’Antonio in cemento, e dietro ad essa vi si trovano le campane. Al vertice completa il tutto una croce in ferro lavorato.
 
La storia
La chiesa fu costruita all’incirca nel 1700 per volontà del Barone D. Vincenzo Rametta Piccione. Il 28 aprile 1701 Maria Rametta lascia agli eredi l’obbligo della celebrazione di alcune messe sino a quando non fosse stata eretta la chiesa. Il 15 luglio 1729 il Barone Rametta ottenne dalla corte vescovile di Catania di unirla con un cavalcavia alla propria abitazione per consolidare il suo diritto di patronato locale. Nel 1911 la chiesa è stata arricchita con stucchi, pitture e altari marmorei. Nel 1966 è stato rifatto il pavimento grazie all’impegno e alla generosità del cappellano Giosuè Mazzaglia, del governatore Salvatore Lanaia e del popolo. La chiesa è sede della Confraternita dedicata al Santo francescano.
 
 
L’interno
La chiesa presenta al sua interno un’unica navata, priva di abside. Vi sono ben quattro semi pilastri, due per ogni lato, con decori floreali, sormontati da capitelli e cornicioni in gesso bianco con decori in bassorilievi riproducendo visi d’angeli. I pilastri disposti frontalmente a due a due si concludono nella volta a botte dove si possono ammirare gli affreschi di S. Antonio in gloria e una colomba raffigurante lo Spirito Santo irradia di luce ad una cerchia di angeli, realizzati nel 1914 da Luigi Strano-Vinci. Nell’altare maggiore, è inciso il nome dei donatori: Vito Messina e la moglie Giuseppa Fisichella. Al centro dell’altare la statua di Sant’Antonio sostiene con la mano destra la bibbia con sopra la statua del bambino Gesù, realizzato in gesso nel XX secolo. La statua è collocata in un edicola a forma di tempietto con quattro colonne sormontate da capitelli in stile corinzio. Nella parete frontale, è realizzato in bassorilievo di stucco bianco, un gruppo di angeli disposti dentro un disco che irradia luce. Nelle pareti laterali del presbiterio si trovano due tele realizzate nel 1935 dall’adranita Angelo La Naia che raffigurano a sinistra Santa Rita da Cascia nel momento in cui riceve le stimmate, a destra Sant’Antonio che distribuisce il pane ai poveri. Ai lati della balaustra sono custodite in teche di vetro le statue del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria. Nelle pareti laterali si trovano due altari minori in marmo policromo: a sinistra, dentro una nicchia chiusa da un vetro, si trova il gruppo statuario di Gesù orante nel Getsèmani in carton-romano del XX secolo che prende parte alla processione serale del Venerdì Santo; a destra si trova la statua di Santa Rita contemplando il Crocifisso che tiene in mano, donato dal Dott. Vito Greco Messina. Accanto, vi è il dipinto, olio su tela della Madonna del Carmelo adornato con una pregevole cornice in legno scolpita, opera del biancavillese Giuseppe Salomone.
 
 
Le attività
Ogni giorno viene celebrata una S. Messa vespertina dall’attuale rettore della chiesa, il Canonico Salvatore Novello. Molto sentita è la tredicina in onore a S. Antonio che si conclude il 13 giugno con la festa del Santo di Padova, con la benedizione e distribuzione del pane. Al termine della celebrazione Eucaristica vespertina, all'aperto nel largo dei Vespri, ha luogo una processione con il Simulacro di S. Antonio lungo il centro storico. Il 22 di maggio si festeggia la memoria di Santa Rita da Cascia, preceduta da un triduo di preparazione. Nel corso della giornata viene impartita la benedizione delle rose e la distribuzione delle stesse. Il primo giorno delle Sacre Quarantore. tradizionalmente il giovedi, al termine della Santa Messa ha inizio l'adorazione Eucaristica fino alle 13 per poi proseguire in Basilica. Il Venerdi Santo di ogni anno l'ingresso della Madonna Addolorata per la processione mattutina delle 6 per la cosidetta "Cerca" e la partecipazione serale alla processione dei "Tri Misteri" con il gruppo statuario di Gesù orante nel Getsèmani.
 

Calendario attività

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