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La storia PDF Stampa E-mail
La Matrice di Biancavilla è sede dell’Insigne Collegiata eretta il 26 settembre 1746, a seguito del decreto vescovile di mons. Pietro Galletti e confermata con bolla di Pio XI il 20 ottobre 1924. La Collegiata è una comunità di sacerdoti, riuniti in un collegio o capitolo di canonici nominati dal Vescovo, con sede in una chiesa di una certa importanza per aumentare il culto divino e dare maggiore lustro e solennità alle funzioni religiose.
La Collegiata di Biancavilla è definita Insigne per i privilegi concessi dai vari Pontefici e Vescovi. Tra i canonici vi sono i dignitari della Collegiata che occupano un posto preminente. A capo del capitolo vi è il Prevosto che di solito coincide con il parroco della chiesa, per il fatto che la Collegiata ha sede presso la Chiesa Madre, poi seguono il Cantore, il Tesoriere o Economo, il Decano, ognuno con rispettive funzioni all’interno del capitolo.
La Collegiata ha avuto nei secoli un ruolo importante e fondamentale nella storia della città e della Chiesa Catanese.
Dal 1746 ad oggi, in questi secoli di storia si sono succeduti ben 21 Prevosti. Il primo fu il canonico Giuseppe Rametta; a ricoprire la carica più a lungo fu mons. Giosuè Calaciura con ben 35 anni di prepositura; il più breve, un anno soltanto, il canonico Antonino Scarvaglieri dal 1793 al 22 settembre 1794. Il secondo Prevosto Filippo Cocina, fu nominato Vescovo di Cefalù, ma morì a Palermo prima di essere consacrato.
All’interno della Basilica rimane traccia dell’antica Collegiata nel coro ligneo ad intarsio nel presbiterio ai lati dell’altare maggiore, sede dei canonici durante le varie liturgie. In sacrestia si possono ammirare i ritratti dei Prevosti che si sono succeduti in questi secoli e alcuni parati ad essi appartenuti.
 
Fondazione
Già agli inizi del 1700, a motivo della crescita degli abitanti e del numero del clero, a Biancavilla si avanzò la proposta di mutare la semplice cappellania in Collegiata. Nel 1747 con la bolla pontificia, Papa Benedetto XIV accorda ai canonici le insegne, cioè mozzetta color coccinella e rocchetto, e riaffermava la legale costituzione della Collegiata. La bolla è custodita all’interno dell’archivio storico parrocchiale e si presenta in buono stato di conservazione. Essa è composta da una pergamena il cui testo è il lingua latina, in forma aulica in uso presso le sedi vaticane nel XVII sec. Alla bolla è allegato il sigillo del Papa legato da una cordicella di canapa. Successivamente la Santa Sede il 7 aprile 1747 concede al Capitolo il privilegio di mazza e mazziere. Grazie ad un intervento di restauro della premiata ditta di argenteria Amato Antonino di Palermo, nel 2012 durante la prepositura del Canonico Agrippino Salerno la mazza è tornata al suo primigenio splendore.
 
Attività
Attualmente i canonici prendono parte alle processioni cittadine del “Corpus Domini”, dei Santi Patroni, il Venerdì Santo nella processione serale de “I Tri Misteri” e la Domenica di Pasqua nella processione del Cristo Risorto, della Madonna e dell’Angelo,in abito corale proprio.

Cronotassi dei Prevosti

  1. Can. Giuseppe Maria Rametta (1746 - 1750)
  2. Can. Filippo Cocina (1750 - 1761)
  3. Can. Filippo Lavenia (1761 - 1788)
  4. Can. Onofrio Reina (1790 - 1793)
  5. Can. Antonino Scarvaglieri (1793 - 1794)
  6. Can. Rosario Lavenia (1794 - 1807)
  7. Can. Antonino Reina (1807 - 1824)
  8. Can. Giuseppe Uccellatore (1824 - 1838)
  9. Can. Carmelo Portale (1838 - 1854)
  10. Can. Vincenzo Motta (1855 - 1859)
  11. Can. Filippo Mancari (1860 - 1875)
  12. Can. Ferdinando Pastanella (1875 - 1878)
  13. Can. Placido Rubino (1878 - 1890)
  14. Can. Rosario Piccione (1890 - 1907)
  15. Can. Vito Piccione (1908 - 1933)
  16. Can. Benedetto Portal (1933 - 1944)
  17. Can. Gaetano Mons. Messina (1944 - 1953)
  18. Can. Giosuè Mons. Calaciura (1954 - 1989)
  19. Can. Carmelo Mons. Maglia (1989 - 2000)
  20. Can. Antonino Tomasello (2000 - 2007)
  21. Can. Agrippino Salerno (2007 - 20..)
 

 

 

 

 

 

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