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Cappella Maria SS. dell’Elemosina PDF Stampa E-mail

Cappella di Santa Maria dell'Elemosina

La Cappella racchiude al suo interno, in alto, la Venerata Icona di Santa Maria dell’Elemosina, protettrice della città di Biancavilla. Il quadro è posto all’interno di una nicchia incorniciata in legno dorato con angeli che reggono una corona. La struttura geometrica dell’Icona, potrebbe collocarsi ai primi secoli del XIII e XIV secolo; mentre gli elementi fondamentali sono rappresentati dalla posizione delle figure, del ninbo (il cerchio luminoso, talvolta rappresentato con raggi, che nell'iconografia caratterizza le figure di Cristo, della Vergine e dei Santi), del corpo e del capo del Bambino.

 

L’immagine in legno di cedro, è dipinta a tempera d’uovo, tecnica molto usata nel XV secolo a Bisanzio, che probabilmente rimanda all’origine dell’arrivo dei padri albanesi profughi dalla madre patria, a causa dell’invasione dei Turchi. Misura metri 0,85x0,62 ed è un mezzo busto della Madonna, che sostiene con la mano sinistra il Bambino Gesù , e con la destra la sua mano.; il volto del Figlio di Dio poggia sul volto della Madre. A sinistra del capo della Madonna la sigla “S.MRA” (Sancta Maria, Santa Maria), a destra “ELENÆ” (Eleemosinæ, dell’Elemosina), sigle che sono state apposte in aggiunta successivamente al dipinto sotto quelle latine. A sinistra la sigla greca “MP (Mήτηρ, Madre), a destra ΘΎ” (Θεού, di Dio) e sul capo del Bambino “IÇ, XÇ” (Ιηςούς Xριτός, Gesù Cristo). Dal punto di vista teologico le icone, in questo caso quella di Santa Maria dell’Elemosina o della Divina Misericordia presenta tre stelle che rimandano alla perpetua verginità di Maria; la prima sul Capo, la seconda sulla spalla e la terza stella è nascosta dal Figlio, segno che la Vergine ha partorito rimanendo intatta nella sua verginità. Ella è rivestita con i colori del suo velo, il Mandylion, velo tipico delle donne siriache, diversamente dal colore della veste del Cristo, la tunica. Infatti, il colore marrone simboleggia ciò che è terrestre, umile e povero mentre il rosso la divinità. E cosi il Figlio, divino e regale, si riveste dell’umanità terrestre, mentre la Madre, creatura umana, viene avvolta e rivestita della divinità in quanto Ella è scelta per essere la Madre di Dio. Nel corso dei secoli, furono attuate numerose sovrapposizioni di colore sull'immagine originale, che ormai l’avevano resa quasi irriconoscibile; ad aggravare l’usura del tempo anche il fumo delle candele e gli strati di polvere. Dopo la seconda metà del XIX secolo veniva posto un rivestimento argenteo, che fungeva da protezione rendendola più preziosa agli occhi dei fedeli, ma nello stesso tempo causava anche lo scrostamento della pittura sottostante producendo un sottile strato di muffa. Due i restauri uno effettuato nel 1948 dal maestro Giovanni Nicolosi di San Giovanni La Punta, con la cancellazione delle lettere greche e latine, e un ulteriore restauro sul finire del 1998 ad opera del maestro Giovanni Calvagna di Aci Sant’Antonio, con l’ulteriore apposizione delle lettere restituendo il primigenio splendore all’Icona. Negli anni dal 2012 al 2015, durante la prepositura del Prevosto della Collegiata, il Canonico Agrippino Salerno ha voluto ridare alla riza in argento una nuova lucentezza e un nuovo vigore, facendo applicare e incastonando altri preziosi, nonchè applicando una nuova raggiera, lo sfondo con le lettere e una cornice in argento ad opera della premiata ditta palermitana Antonino Amato e presentata alla comunità durante il novenario di preparazione alla solennità estiva di Santa Maria dell'Elemosina d'agosto. Di seguito la cronistoria del “tesoro” e delle “gioie” che la Madonna dell’Elemosina nel corso degli anni ha ricevuto in dono dai fedeli, con le rispettive datazioni:

  • una corona d’oro sul capo di Maria e una sul capo del Bambino Gesù
  • una riza in argento cesellata a sbalzo
  • antica riza in argento e corona 1850 circa
  • prima incoronazione di Maria il 3 ottobre 1948
  • seconda incoronazione di Gesù Bambino il 27 agosto 1961
  • furto sacrilego della riza in argento e delle corone d’oro la notte tra il 17 e il 18 febbraio 1978
  • re incoronazione il 26 agosto 1979
  • restauro riza in argento e preziosi negli anni 2012-2015

Dal 1980
Incastonata nella corona d’oro della Madonna e sulla riza d’argento
* ANELLO EPISCOPALE
* DUE CROCI PETTORALE MONSIGNOR FRANCESCO RICCERI (BIANCAVILLA 1903-1980) 10° VESCOVO DI TRAPANI

Il 21 agosto 2006
* CROCE PETTORALE DELL'ARCHIMANDRITA ORTODOSSO, NEILOS VATOPEDINOS
VICARIO ARCIVESCOVILE PER LA SICILIA E LA CALABRIA DELL'ARCIDIOCESI ORTODOSSA D'ITALIA DEL PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI

Il 26 agosto 2007
* CROCE DELLA REALE ARCICONFRATERNITA DEI SANTI GIOVANNI BATTISTA ED EVANGELISTA DEI CAVALIERI DI MALTA

Il 4 ottobre 2007
* CROCE POTENZIATA GEROSOLIMITANA IN ARGENTO DELL'ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME

Il 4 ottobre 2008
* ORDINE MILITARE E OSPITALIERE DI SANTA MARIA DI BETLEM
* UNIONE CAVALLERESCA CRISTIANA INTERNAZIONALE CORPO DI GUARDIA D'ONORE AI SANTUARI MARIANI

Il 20 agosto 2010
* ASSOCIAZIONE “MARIA SANTISSIMA DELL’ELEMOSINA”
CROCE DI GERUSALEMME IN ARGENTO E 5 ZAFFIRI (GEROSOLIMITANA)

Il 25 agosto 2012
* ASSOCIAZIONE “MARIA SANTISSIMA DELL’ELEMOSINA”
ROSA MYSTICA CON FOGLIE IN ORO E ARGENTO

Ritornando alla Cappella, la fabbrica è di stile barocco e realizzata con marmi pregiati finemente lavorati ad intarsi e stucchi in oro zecchino, con fondo blu nella parte superiore o macchina, la quale si presenta concava, sfiorando il catino absidale. Inoltre il monogramma mariano e la scultura del Padre Misericordioso, realizzata nel 2004 dal maestro catanese Tullio Aceto. La cappella è chiusa da un alto cancello in ferro battuto, realizzato nel 1740 da Giuseppe Scarvaglieri, come si evince dall’epigrafe latina in lamina posta sulla sommità del medesimo cancello.


Festa liturgica: 10 ottobre


 

Calendario attività

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