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Cappella di San Placido PDF Stampa E-mail

Successivamente nel 1940 furono ricoperte le parti sottostanti della cappella, rovinati dall’umidità, con un drappeggio di colore rosso con gli emblemi dei quattro evangelisti (leone San Marco, angelo San Matteo, bue o toro San Luca e l’aquila San Giovanni). Durante un restauro negli ’90 ad opera della ditta Calvagna di Aci Sant’Antonio, furono cancellati sia il maldestro drappeggio, facendo riapparire gli antichi colori e le pitture degli affreschi settecenteschi, con la speranza in futuro di far riaffiorare i primigeni colori del Tamo. L’altare di San Placido, in stile barocco posto al centro della cappella, presenta al centro una porta dorata al cui interno, finemente decorato, vi è collocato l’antico simulacro ligneo settecentesco del Santo, opera del sacerdote biancavillese scultore Placido Portal. Ai lati dell’ingresso si possono notare rispettivamente due angeli apriporta, quattro colonne cilindriche due interne con bassorilievi nella parte inferiore e a spirale nella parte superiore; mentre le due esterne sono lisce con capitelli corinzi. Sulla cimasa dell’altare sono presenti ai lati due angeli seduti con nelle mani una palma e al centro l’affresco di San Placido che mostra la lingua recata in mano. Infine altri due angeli, uno a destra che tiene il bacolo e l’altro a sinistra che tiene la mitra. Nel 1959 durante lavori di rifacimento del pavimento, su iniziativa dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento essendo governatore il signor Alfio Galvagno, furono rinvenuti dei cadaveri che vi furono lasciati ad una degna sepoltura. Sul lato sinistro della cappella è presente un altare marmoreo con una croce lignea e alla base, dentro una teca è presente la statua lignea del Cristo morto, opera settecentesca di G. Certò, protagonista della sacra rapprersentazione de "'a scisa" e della processione serale de "I Tri Misteri" il Venerdi Santo. Sul lato destro è presente l'altare dedicato a San Zenone con intarsi in marmo policromo. Posto all’interno di una nicchia, il simulacro ligneo del Santo, risalente nel XVI secolo di autore ignoto catanese.

 

 

 

 

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